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1/2 SETTEMBRE
Area Eventi Ex-Inceneritore
Valdagno (VI)

Il Collettivo

Livello 4 è un collettivo teatrale fondato nel 2010 attorno a Giorgia Peruzzi ed Alessandro Sanmartin, nato dalla volontà di trasformare le numerose esperienze di formazione in un progetto professionale legato ai linguaggi del teatro e alle arti in genere.
Lo scopo dell'associazione è contagiare attraverso le arti, diventare un'epidemia che agisce invisibile per lottare, costruire nuove vie, trasformare, aprire gli sguardi, offrire alternative; da qui il nome del gruppo.

Negli anni di attività, Livello 4 ha raccolto attorno a sé una serie di professionisti che mettono le loro arti a servizio della creazione artistica e dell'organizzazione di eventi culturali.
Il gruppo coniuga al suo interno due percorsi: la crescita professionale di un nucleo di artisti da un lato, e dall'altro la formazione di un gruppo di giovani attori, accomunati da uno spirito di sperimentazione creativa e da un'affine concezione della scena.

Livello 4 debutta con La Cantatrice Calva di E. Ionesco, con la regia di Alessandro Sanmartin. Successivamente presenta W (2011 – regia di G. Peruzzi) e Don Giovanni -La società del vizio- (2012 – regia di A. Sanmartin); due progetti in cui si intensifica la ricerca stilistica tanto nel lavoro della messa in scena, quanto nella (ri)scrittura dei testi.
In questi spettacoli si è via via consolidato il rapporto di collaborazione con Diego Menti, architetto/scenografo/grafico. Inoltre, la continua ricerca nel campo del multimediale e nella commistione delle arti ha determinato l'incontro con la fotografia di Matteo Mascella e con la composizione musicale di Michele Iuso.

Fin dall'inizio la necessità di trovare strade alternative di espressione ha portato alla creazione di performance: esibizioni, a volte create ad hoc, che nascono dalla mescolanza di voci, corpi, musica, arte visiva, danza e non solo.
Debuttano così ContracCorpi, Los Caprichos, Gocce e Futuri voli; esibizioni esaltate dai disegni e dai colori di Daniele Preto e dalle coreografie di Valentina Dal Mas, e che spesso hanno potuto vantare collaborazioni esterne.

L'Associazione promuove pure attività per l'infanzia, grazie anche al sostegno delle scuole primarie. Svolge esperienze nell'ambito della formazione, con numerosi laboratori per bambini e anche per ragazzi.
Inoltre Livello 4 ha prodotto finora due spettacoli per i più piccoli, dimostrando vivo interesse per la sperimentazione in questo settore: Prometeo/Pandora e H2O; uno spettacolo -quest'ultimo- che utilizza le tecniche del black-light theatre.

Livello 4 è un moto perpetuo, un esperimento, una possibilità, una necessità che si fa presenza.
In fondo, il coraggio della sperimentazione e la passione dell'incontro sono le uniche ricchezze che questo tempo abbia ereditato. Livello 4 crede che la condivisione di capacità ed informazioni non solo crei e diffonda cultura, ma soprattutto che possa costruire futuro.


scarica il curriculum dell'associazione

Calendario


26 MAGGIO 2012

VENERE STONATA
lettura concerto

Gioielliere Clotilde, Via Marconi, Valdagno (VI)
evento all'interno di Valdagno che legge
ingresso libero

ore 16:30

26 MAGGIO 2012

CrashTest - PERFORMANCE
a cura di Livello4

in chiusura della rassegna Fermento Atto II
ingresso libero

dalle ore 21:00

visualizza la mappa link ad Archibugio a Salve

Spettacoli


Don Giovanni

La società del vizio

2011

W

Dal romanzo di Georges Perec

2010

La Cantatrice Calva

Dal testo di Eugene Ionesco

2010

Spettacoli

Don Giovanni

la società del vizio

Progetto/Regia
Alessandro Sanmartin

Drammaturgia
Livello 4

Con
Giovanna Bartolotta
Giulia Cantarella
Valentina Dal Mas
Sara Fin
Elena Neri
Giulio Pistoni
Daniele Preto
Alessandro Sanmartin
Oscar Zini

Scenografia/Grafica
Diego Menti

Progetto fotografico
Matteo Mascella

Contributo musicale
Michele Iuso

Costumi
Valeria Peretto

Disegno luci
Valentina Dall'Ara

Genere: Commedia
Durata: 80 minuti con intervallo


Don Giovanni è uno spettacolo sul piacere del vizio. Attraverso la comicità, la commedia dell'arte, il circo, e tante altre forme di intrattenimento o satira, siamo finiti ad indagare il senso dell'eterna ruota che gira, con un girare talvolta incerto ed inverso. Molte cose che un tempo erano chiaramente giuste o sbagliate, oggi non lo sono più. Non siamo più mossi da ideali di grandezza, ma da piccoli escamotage che ci salvino, per adesso, che ci tengano a galla. E galleggiamo con fatica in questo tempo di anarchia culturale e facile eroismo.

Il teatro dev'essere, come nell'antichità, lo specchio attraverso cui la società (si) riflette, un antidoto contro la perdita della coscienza e la manipolazione delle coscienze.

Ci servono dunque la potenza e l'universalità di un mito. Abbiamo bisogno di un eroe che rappresenti questa epoca, quanto Ulisse, Oreste od Antigone rappresentavano per i greci. Ci siamo imbattuti nel Don Juan.

Mai, come in questo momento storico, si sono rivelate adatte parole come seduzione, vita facile, abuso di potere, giustizia iniqua, donna-oggetto, ipocrisia, disonestà...

Mai come oggi, abbiamo ritenuto importante raccontare la società in cui la nuova generazione si trova a dover agire. E il mito si trasforma in visione.

Si apre dunque il sipario su un'orgia di viziosi, un manipolo di satiri ubriachi, con mezzo corpo umano e mezzo già venduto al demonio. Si apre il sipario su un harem di donne pronte a tutto per arrivare, convinte di aver vinto la battaglia della parità e invece schiave del più bieco cliché. Ecco il magnifico spettacolo del mondo che si compie davanti ai nostri occhi; un appello che chiede di essere raccolto. Tutti noi partecipiamo di questo omertoso scandalo che è la normalità. Tutti noi ambiamo in qualche misura a pranzare a quel tavolo, o a quel letto.

Don Giovanni è una parabola per riflettere su questo: su quale vogliamo che sia la nostra futura società (che è poi presente); su quale senso vogliamo dare a questa eterna ruota...


Don Giovanni e il suo fidato Sganarello tornano nella città in cui poco prima Don Giovanni aveva ucciso un Commendatore per le grazie della figlia, Anna. Qui li raggiunge Elvira, furibonda per essere stata abbandonata da Don G, che l'aveva sposata, ma che ora ha in mente altro. Giungono ad un'altra festa, un matrimonio in cui Don G non si accontenta di sedurre Tisbea, sorella di Patrizio: a lui porta via anche la sposa, Aminta. Ma sono molte altre le sventurate che Don G ha sedotto e poi abbandonato, come Anna o Frasca.. Ma Don Giovanni non ha scrupoli e non ha nemmeno paura del Cielo. Continua le sue feste e le sue conquiste. Ad un certo punto si presenterà a lui perfino l'assassinato Commendatore, sotto forma di statua, per portarlo tra le fiamme dell'inferno a scontare le sue colpe. Ma forse non tutto andrà come ci si aspetta. La nuova realtà che intanto ha preso vita potrebbe cambiare le carte in tavola, e mettere sottosopra le regole e le certezze In fondo il potere può prendersi gioco di tutto (quando non ci sono ideali): degli uomini, della giustizia terrena, ed anche della giustizia divina...
Finché sarà vivo Don Giovanni, tutto è possibile, a questo mondo!

Alessandro Sanmartin

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Spettacoli

La Cantatrice Calva

da Eugene Ionesco

Pompiere (uscendo) A proposito, e la cantatrice calva?
Silenzio generale, imbarazzato.
Mrs. Smith Si pettina sempre allo stesso modo!

Regia
Alessandro Sanmartin

Con
Giovanna Bartolotta
Sara Fin
Giorgia Peruzzi
Riccardo Peruzzi
Alessandro Sanmartin
Oscar Zini

Scenografie/Grafica
Diego Menti

Disegno Luci
Alessandro Sanmartin
Valentina Dall'Ara

Genere: (Anti)commedia
Durata: 70 minuti circa

Si ringraziano Daniele Preto e Michele Iuso per l'assistenza, Flavio Zattera e Flivideo, Cinzia e Nevio De Rossi, Laura De Franceschi


Un salotto elegante, due coppie borghesi, una cameriera e un pompiere. Potrebbe rivelarsi un dramma ottocentesco o una farsa alla Feydeau. Invece l'autore la definisce un'anti-commedia.

Niente è come sembra. Non c'è una storia; i personaggi parlano fra loro, ma non hanno niente da dirsi, non sanno chi sono e non hanno un passato, vengono catapultati in un non-luogo che finge d'essere un salotto, nel quale il tempo è una coordinata inattendibile. I dialoghi sono gusci vuoti che costruiscono una struttura alla quale aggrapparsi senza possibilità di scampo. La pièce si trasforma quindi in una denuncia/parodia della società contemporanea, delle sue inutili etichette e del nulla che le circonda.

La cantatrice calva muove, con una comicità quasi farsesca, un attacco crudele alla realtà, alla vita quotidiana, fatta di vuote strutture disperatamente attaccate ad un senso che non vi è più. L'umanità che Ionesco ci racconta è un foglio strappato, stropicciato, inutile, ma che non può rinunciare ad essere. I suoi personaggi sono esistenze al limite, borghesi allo sfacelo che si ripropongono uguali a se stessi nel vano tentativo di aggrapparsi ad una forma.

Scegliendo questo testo, ci siamo trovati di fronte a qualcosa che parlava profondamente di noi, del nostro tempo, e del nulla che ci violenta ogni giorno. Abbiamo rivisto gli orrori della seconda guerra mondiale, dei quali Ionesco fu testimone, e abbiamo riletto la nostra società: un vicolo cieco di pazzi che si nasconde dietro a pubblicità, intrattenimenti e vane dichiarazioni di speranza. E ci siamo trovati ostaggi di una nave, alla deriva, sempre sul punto di affondare, prede di un futuro da temere e di un presente senza storia..

In scena tre coppie, che rappresentano tre epoche storiche, si confrontano in vertiginosi scambi di battute umoristiche alternate a canzoni e coreografie, che prendono in giro il cabaret, il musical e il teatro stesso.

Ci trasformiamo dunque in attori-automi, destinati ad usare vuote forme estetiche per esprimere qualcosa: diventiamo danzatori di tango per alludere a un'incerta passione e poi cantanti allegri che affrontano la vita come fosse un musical. Giochiamo col linguaggio, con noi stessi; possiamo prenderci gioco di tutto, perché abbiamo ancora una libertà: quella di essere stupidi; ed è in questa stupidità che ci salviamo, come attori, messaggeri senza pena, cantori idioti di un mondo stanco, di un'utopia dimenticata...

Alessandro Sanmartin

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Spettacoli

W

liberamente ispirato a W o il ricordo d'infanzia di Georges Perec

Regia
Giorgia Peruzzi

Aiuto regia
Alessandro Sanmartin

Con
Giovanna Bartolotta
Roberta Bianchetti
Giulia Cantarella
Matteo Consolaro
Riccardo Peruzzi
Alessandro Sanmartin
Oscar Zini

Scenografie/Grafica/Video
Diego Menti

Musiche
Michele Iuso
Riccardo Peruzzi

Disegno Luci
Giorgia Peruzzi
Valentina Dall'Ara

Fotografie
Matteo Mascella

Genere: Dramma
Durata: 50 minuti circa

Si ringraziano Daniele Preto per l'assistenza, Tommaso Lovato per il supporto letterario


"Ho esitato a lungo, a lungo rimasi nel dubbio. Ho cercato a lungo le tracce della mia storia, per lungo tempo questa assenza di storia mi ha rassicurato. Non ho ricordi d'infanzia."

Con questo presupposto inizia W, performance teatrale sul ricordo d'infanzia, 7 attori che divengono temporale, sprazzi di ricordi incompiuti e reinventati, atleti di un'olimpica isola chiamata W, bambini che giocano con le cose serie e infine uomini consapevoli il cui passato si pone finalmente palese davanti agli occhi, senza più veli e che forse grazie proprio a questa consapevolezza di ciò che li ha formati, sapranno oggi dove andare.

Ma il testo continua "è stato più facile trovare lei che l'altro".
Così Otto Apfelsthal ci fornisce un indizio su come questa ricerca verrà compiuta. Non potendo seguire la normale linea della storia, ormai troppo retorica per avere un senso, dovremmo virare grazie alla fantasia infantile dei bambini e attraverso un viaggio nell'arcipelago della Patagonia riuscire finalmente a trovare casa nostra.

"Laggiù, all'altro capo del mondo, dovrebbe esserci un'isola. Si chiama W."
Il progetto che il collettivo teatrale Livello4 affronta nasce dalla lettura del libro W o il ricordo d'infanzia di Georges Perec. L'iniziativa ha come obbiettivo la sperimentazione dei linguaggi propri della corrente letteraria cui l'autore in questione appartiene. Non si tratta infatti di proporre una semplice traduzione del testo, ma di ragionare su di una dinamica prettamente letteraria. L'autore infatti fu uno dei più prolifici esponenti di Oulipo, acronimo dal francese Ouvroir de Littérature Potentielle, traducibile in italiano come "officina di letteratura potenziale". Oulipo era in breve un gruppo non ristretto di scrittori e matematici prevalentemente di lingua francese che mirava a creare dei lavori attraverso strutture e schemi matematici e scacchistici. Livello 4 opera allo stesso modo sulla struttura delle scene: l'uso dello spazio risponde a precise regole geometriche e matematiche, la recitazione si pone allo stesso livello di strumenti linguistici come paragrafi e note.

Livello 4 ha scelto di scrivere la propria drammaturgia collettivamente.
Oltre al lavoro prettamente attorale, composto da 7 attori sempre presenti sul palcoscenico, Livello 4 si avvale anche di musiche originali composte appositamente per le scene di W che come specchio del fruitore vanno a ricreare la contrastante atmosfera dello spettacolo, di un lavoro di ricerca scenografica volto a ricreare quell'inquietante miscuglio di bellezza e fastidio che è proprio di W, e infine dell'opera di ricerca fotografica attraverso la quale cerchiamo di sottolineare i diversi livelli del racconto.

W è stato scelto da Livello 4 per la sua fortissima contemporaneità sia linguistica che tematica, fortemente radicata al nostro territorio per storia e cultura nella ricerca di un ricordo d'infanzia che si tende a nascondere.

Giorgia Peruzzi

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Performance


Futuri Voli

..sul divenire di una rivoluzione

2011

Gocce

Reading performance

2011

Los Caprichos

Tragedia spagnola con musicisti e pittore

2010

ContracCorpi

Reading performance

2010

Performance

Futuri Voli

performance sul divenire di una rivoluzione

Scritto da
Alessandro Sanmartin
con Daniele Preto

Con
Alessandro Sanmartin, voce
Valentina Dal Mas, danza
Daniele Preto, body art

Durata: 40 minuti circa


Tutto è partito da un'idea. Un'idea forte e vigorosa. Finché non riprenderemo possesso dei luoghi della cultura, e non li renderemo vivi baluardi del libero pensiero, non avremo quartieri generali cui fare riferimento per crescere e continuare a creare futuro.
Tutto è partito dal Teatro Rivoli, un cinema-teatro chiuso da trent'anni, il più grande del norditalia, che rischia di trasformarsi in un centro commerciale.
L'idea doveva diventare realtà. Fare uso delle arti in nostro possesso, delle parole, della musica, del movimento e del colore, per ridare il sangue e la carne agli scheletri abbandonati dei nostri futuri. È nata questa performance, futuri voli, un tentativo ironico, comico, assurdo e commovente di parlare agli animi, e raccontare una storia possibile: l'avvento di una pacifica rivoluzione.
Il testo originale alterna momenti ironici a sguardi critici, proponendo una necessità individuale che si fa via via sentimento collettivo. Leggera, poetica e non polemica è questa invettiva verso le generazioni future, un monito per tutti coloro che stanno ad aspettare che qualcosa ac-cada dall'alto. Quella che si può realizzare anche grazie a questa performance è una rivoluzione delle idee, che crei una rete di relazioni e apra nuovi orizzonti e nuove possibilità.
A questo scopo, futuri voli vuole essere una performance a tappe. Ogni luogo che la ospiterà diventerà l'oggetto della discussione e, serbando memoria dei luoghi già incontrati, procederemo ad un'immaginaria colonizzazione di avamposti per la rivoluzione, torrette di controllo, lucidi specchi sull'evolversi della nostra civiltà.

"(...)

Faremo come nelle vere assemblee, per alzata di mano. Io pronuncerò le varie possibilità e voi alzerete la mano. E anche la voce, se occorre. Perché potrebbero venire delle idee anche a voi. E se vi venissero, anche voi come me, dovete fare un voto di democrazia. Non dovete sopprimerle, né imprigionarle. Ditele, pronunciatele. Tutte le idee sono degne di essere ascoltate. È un gioco, non c'è niente di più serio.

Propongo che questo luogo diventi un avamposto della nostra pacifica rivoluzione,
e che la sua destinazione d'uso sia decisa tra le seguenti:

1. Un parcheggio multi piano con annessa concessionaria di macchine a vapore.
2. Cinema a tre dimensioni in cui devi guardare contemporaneamente tre schermi su cui sono proiettati tre film.
3. Pista da ballo esclusiva per persone disabili.
4. Un migliaio di mini-loculi superaccessoriati con letto, minibar e tv a schermo piatto. Niente sprechi, massima efficienza giapponese.
5. Un acceleratore di particelle con vendita diretta al pubblico. Chi oggi non vorrebbe una particella accelerata da portare a spasso?
6. Una casa di moda per cani.
7. Una stazione ferroviaria come enorme punto di raccordo con i principali teatri del Veneto.
8. Centrale energetica che produca energia solare, eolica, idroelettrica, geotermica.
9. Parco a tema "Rivoland", dove il teatro sei tu! Vestiti e interpreta il tuo personaggio preferito: Amleto, Giulietta, Arlecchino...e viaggia all'interno del nostro teatro stregato.
10. Centro riabilitativo per artisti dipendenti da palcoscenico e applausi.
11. Lo buttiamo giù e ci scaviamo una fossa...non serve a nulla ma in spiaggia lo fanno in molti.

(...)"
(proposte per il Teatro Rivoli, prima tappa del lavoro)

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Performance

Gocce

reading performance

Voci
Alessandro Sanmartin
Giorgia Peruzzi

Danza
Valentina dal Mas

Musica
Alessandro Fongaro

Durata: 30 minuti







Gocce è una performance site specific pensata per luoghi d'acqua, come fontane, torrenti, laghi ecc... Lo scopo è parlare dell'acqua in tutte le sue sfaccettature e manifestazioni, mettendo in risalto quanto essa sia fondamentale ed abbracci tutte le fasi della nostra esistenza.
A questo proposito, la forma della lettura si rivela essere un ottimo banco per lo studio e la sperimentazione. Ci siamo affidati a "gocce" di testi, accostando una varietà di scritture diverse, per dare l'idea di uno scenario in continua evoluzione. La prosa, la poesia, la canzone si intrecciano insieme in una nuova drammaturgia, in un leggero dialogare tra le forme.
A sostenere le parole dette intervengono la musica da un lato: l'improvvisazione al contrabbasso, curata come una terza voce narrante; e la danza dall'altro, che diventa espressione di vitalità e libertà. Si dà vita quindi ad una performance a tutto tondo, una commistione artistica, una jam session di corpo e voci, legati insieme dal luogo in cui tutto si svolge: un posto quotidiano, divenuto per l'occasione spazio scenico. L'azione prende vita fuori e dentro l'acqua in uno scorrere, liscio, dalla pioggia alla tempesta, dalla sorgente all'oceano; una pioggia di sensazioni, parole e visioni, pure, semplici come l'acqua.

La formula di Gocce è applicabile a qualsivoglia scelta di genere e temi. è possibile commissionare una performance in base alle proprie esigenze.

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Performance

Los Caprichos

tragedia spagnola con musicisti e pittore

Regia e drammaturgia
Alessandro Sanmartin

Con
Giorgia Peruzzi
Alessandro Sanmartin
Oscar Zini

Musiche dal vivo
Francesca Cucciarrè
Juan Martìn Oyhenart
Diego Benetti

Scenografia/performance
Daniele Preto

Durata: 45 minuti


Los Caprichos è uno spettacolo che cerca di indagare le tradizioni letterarie della Spagna, attraverso un gioco-puzzle di testi diversi, di più autori, mescolati insieme al fine di creare una nuova, inedita scrittura.

Autori come Garcìa Lorca, Tirso de Molina, Juan Ramòn Jimènez, Antonio Machado, Miguel de Unamuno vengono fusi insieme per dare vita alla storia di tutte le storie. Los Caprichos infatti, racchiude in sè le trame di migliaia di racconti e di poesie della letteratura spagnola e non solo. Al centro un triangolo. La sposa, lo sposo e l'amante. Tre attori, tre musicisti, un pittore, tre leggii. Tutti ingredienti di un racconto tragicomico di amore e morte, di sogni, poesia, onore e sangue.

I testi prescelti vengono letti, recitati, agiti, suonati, dipinti. Una commistione di arti e di generi, un intruglio di suoni e visioni che portano lo spettatore in viaggio per una terra dalle tinte forti, piena di sapori acri e di profumi pungenti. Sullo sfondo una pittura in divenire, soggetti tratti da Goya, appunto Los Caprichos, esprimono una realtà a metà tra sogno e incubo, tra disgusto e ironia.

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Performance

ContracCorpi

reading performance

Regia
Alessandro Sanmartin

Con
Riccardo Peruzzi, chitarra e voce
Alessandro Sanmartin, voce

Durata: 40 minuti circa


ContracCorpi è una reading performance pensata per luoghi non teatrali, e soprattutto rivolta a librerie e biblioteche. La freschezza del tema, la varietà dei testi scelti e la breve durata conferisce a questo spettacolo la possibilità di essere inserito all'interno delle più varie manifestazioni e di qualsiasi contesto.

Questo spettacolo offre una nuova dimensione del leggere. La lettura, nel nostro modo di intenderla, è fatta di musica, di gioco e di fisicità.

Riccardo Peruzzi alla chitarra crea la base, sulla quale Alessandro Sanmartin costruisce le visioni melodiche delle trame che legge. Anche la chitarra diventa azione, creando suggestioni e regolando il ritmo del succedersi delle cose.

La drammaturgia è, come di consueto ormai nel teatro contemporaneo, miscellanea. Si presentano una pluralità di testi di diversa estrazione. La partitura musicale e quella corporea permettono infatti di accostare grandi classici ed autori contemporanei, esplorando tutte le sfaccettature della tematica scelta.

Il corpo, la fisicità, il sesso, la trasformazione sono i temi conduttori di questo viaggio, che attraversa autori del calibro di Collodi, Kafka, Bukowski e Lawrence.

Un modo per appassionarsi alla lettura, e per riappropriarsi dei tesori della letteratura...

La formula di ContracCorpi è applicabile a qualsivoglia scelta di genere e temi. è possibile commissionare una performance in base alle proprie esigenze.

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Infanzia

Il teatro infanzia è teatro fatto e pensato per il pubblico dei bambini. In questa forma gli aspetti del visivo e del sonoro vengono privilegiati rispetto al parlato al fine di avvicinarci sempre più a quello che è il patrimonio comune del bambino. Gioco d'infanzia del bambino e gioco scenico dell'attore sono necessariamente accomunati delle stesse basi e l'educazione al teatro, avverrà come qualcosa di naturale e mai forzata, legata alla positiva esperienza vissuta.
Il teatro infanzia è strettamente legato alle funzioni pedagogico-educative, artistiche ed emozionali che gli sono proprie.


H2o

Black light theatre - Teatro a luci nere

2012

Prometeo/Pandora

Favola dell'amore per l'essere umano

2011

Infanzia

H2o

Black light theatre - Teatro a luci nere

Regia
Giorgia Peruzzi

Aiuto-regia
Diego Menti

Con
Giovanna Bartolotta
Elena Neri
Roberta Bianchetti
Giulio Pistoni

Costumi
Loretta Lovato

Durata: 40 minuti circa


L'acqua è un composto chimico di forma molecolare dove due atomi di idrogeno sono legati ad un atomo di ossigeno con legame covalente. Tutto qui? Siamo sicuri che l'acqua sia soltanto questo?
O forse l'acqua è l'inizio e la fine di tutto, è quel qualcosa che regola le nostre giornate e le nostre emozioni, permette alla vita di abitare questo pianeta, permette agli innamorati di conoscersi, alla mamma di accudire il suo bambino e ai nonni di invecchiare. Una piccola goccia d'acqua chissà quante cose incontra nella sua vita infinita, nel suo continuo ciclo di curiosità e scoperta. La protagonista di questa storia è proprio lei che svegliata un bel giorno dalle nuovole temporalesche che le si addensano addosso precipita nel Mondo in un turbine veloce che la porta da un marciapiede cittadino fino al mare. Conoscerà una mamma cane, topi ballerini, tombini mostruosi e poi ancora più veloce principi ranocchi, conchiglie vanitose, pesciotti colorati, uccelli, farfalle...
Uno spettacolo che vuole essere una piccola carezza per gli occhi e le orecchie, un gioco di magia in musica. Non ci sono parole, solamente una selezione di musica classica che va da Chopin a Mozart, passando per Camille Saint-Saëns e Bach accompagnerà il giovane pubblico in questo viaggio alla scoperta del Mondo.

Il teatro a luci nere è una tecnica che ha le sue radici nel teatro delle ombre cinese ma che si sviluppa soprattutto a Praga, nella Repubblica Ceca. Si tratta di una tecnica che, attraverso un'illuminazione particolare, permette di "nascondere" gli attori completamente vestiti di nero su sfondo nero. Quando questi attori muovono degli oggetti fluorescenti solo gli oggetti risultano visibili. In questo modo è possibile rendere l'effetto ad esempio del volo come se l'oggetto si muovesse effettivamente da solo... una piccola magia!

Giorgia Peruzzi

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Infanzia

Prometeo/Pandora

favola dell'amore per l'essere umano

Regia/Drammaturgia
Alessandro Sanmartin

Con
Valentina dal Mas
Daniele Preto
Alessandro Sanmartin

Genere: teatro ragazzi/ricerca
Durata: 40 minuti circa


Il mito è un racconto, che recupera immediatamente la freschezza dell'oralità che appartiene alle storie raccontate dai nonni. Allo stesso modo però, esso mette subito in comunicazione con qualcosa di sacro, di altro; un mondo parallelo in cui si può credere a dei, titani e creature mostruose, senza il bisogno di cercare verosimiglianza.

Inoltre il mito è il modo più antico che una civiltà ha per parlare di se stessa e per rispondere alle fondamentali domande sull'esistenza.

Prometeo/Pandora presenta una versione della creazione. È una genesi. Un racconto sull'inizio. Raccontare questa storia significa dunque confrontarsi con le origini e con un'idea di progetto, di costruzione, di cultura, di responsabilità. Tutto lo spettacolo è incentrato sull'amore per l'essere umano, un amore incondizionato, che spinge al sacrificio. E questo amore, come anche per altre vie nell'insegnamento della religione, deve spingere il bambino a sentirsi parte di un progetto di cui è attivo protagonista.
In questo senso abbiamo voluto inserire la possibilità di far partecipare 6 bambini alla messa in scena. Anche loro saliranno sul palco, e ci aiuteranno a dare vita al racconto.


SINOSSI
Epimeteo ha il compito di distribuire le qualità tra gli esseri viventi. Si dimentica però dell'essere umano, al quale Prometeo tiene in particolar modo. Questi decide di rubare l'intelligenza nel tempio di Atena, e di donarla agli uomini. Si rende però presto conto che essi abbisognano di un altro dono, ancora più importante per la loro evoluzione: il fuoco.
Prometeo ruba dunque il fuoco dalla fucina di Efesto, scatenando l'ira di Zeus, che lo fa catturare e lo incatena su una montagna, infliggendogli una punizione tremenda. Zeus decide inoltre di punire anche il genere umano. Costruisce dunque la prima donna, Pandora, alla quale tutti gli dei fanno dono di qualche dote.
Pandora viene mandata sulla terra con un vaso che contiene i mali, con la promessa di non aprirlo. Ma Pandora si sposerà con Epimeteo e la curiosità li vincerà. Apriranno il vaso, liberando i mali. Rimarrà in fondo la speranza a vegliare sull'umanità, dando coraggio e fiducia a chi è preda dello sconforto.

Alessandro Sanmartin

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Workshop

Il teatro è una delle forme più antiche di comunicazione e condivisione. In qualsiasi epoca, ogni società ha usato il teatro come forma di analisi di se stessa, di strumento di crescita e di coesione, per espandere il potere della cultura.
La pratica teatrale può essere un gioco creativo sempre stimolante, che permette a chiunque di immergersi dentro se stesso e dentro mondi sempre nuovi, per scoprire, imparare, crescere ed abbattere gli ostacoli e le barriere che possono renderci schiavi.

/WORKSHOP

Corso annuale

Per ragazzi/adulti

2010/2011

Lettura espressiva

Per ragazzi/adulti

2010/2011

/LABORATORI PER LE SCUOLE

Istituto B. Boscardin

Doctor Jekyll & Mr. Hyde

2012

Istituto A. Da Schio

Il giardino dei ciliegi

2012

/LABORATORI PER BAMBINI

C.D. Ponte dei Nori

Nel Paese delle Meraviglie

2012

Workshop

Corso annuale per ragazzi/adulti

La Casa di Bernarda Alba


Condotto da
Alessandro Sanmartin

Attivato presso Progetto Musica 2010/11, Valdagno
Il corso ha cadenza monosettimanale, inizia ad ottobre per terminare a maggio.


Fare teatro significa imparare giocando le regole dello stare insieme.
L'attività teatrale stimola gli individui, aprendo uno spazio, inusuale nella società contemporanea, per scoprire se stessi, imparare ad esprimersi, farsi sorprendere dalle proprie naturali abilità creative e comunicative, spesso sopite.
Presupposto essenziale è che nessuna conquista individuale avviene senza l'appoggio del gruppo. Lavorare insieme, conoscersi, stimolarsi a vicenda crea un'energia collettiva talmente forte da permettere, anche alle persone con più difficoltà, di trovare una propria via per esprimersi. Il gioco, la sfida, il divertimento sono gli strumenti migliori per affacciarsi al mondo, ed il teatro li offre, mescolandoli anche a regole ferree, e alla necessità di precisione e serietà che questa disciplina richiede.
Il corso è per tutti un'occasione di sperimentare se stessi a tutto tondo, allenando corpo, voce, senso del gruppo e gestione delle emozioni.

Sarà possibile creare un'esibizione aperta al pubblico.

Principali argomenti del corso:

- Tecniche base di stretching, rilassamento e riscaldamento.

- La respirazione, i risuonatori.

- L'uso della voce.

- Tecniche di espressione mimica e corporea.

- Elementi base di recitazione.

Alessandro Sanmartin

Workshop

Lettura Espressiva

Per ragazzi/adulti


Condotto da
Alessandro Sanmartin

Attivo a Piana di Valdagno.
Attivato a Castelgomberto, con Agorà, nel 2010.
Il corso ha cadenza monosettimanale e durata variabile (2-8 mesi)


Il corso di lettura espressiva per adulti è un'occasione per chi è interessato a sviluppare le proprie doti di comunicatore.
Leggere ad alta voce, parlare di fronte ad un pubblico non è facile. Il corso permette di acquisire gli strumenti per sentirsi a proprio agio con le parole, la voce, il respiro; preparati e creativi nell'affrontare situazioni quotidiane o extra-quotidiane di confronto e dialogo.
Attraverso il teatro ci si confronta con se stessi, con le proprie naturali inclinazioni, i limiti, le paure. Tutto ciò è fondamentale per acquisire quella consapevolezza di sé che è garanzia di buoni risultati e continuo miglioramento.
Diversamente da quanto si pensa, il corso di lettura parte dal corpo, e dai mille aiuti che esso può darci nell'emissione e nella libertà del comunicare.
Un'ampia fascia verrà dedicata alla respirazione, e all'utilizzo del fiato. Poi si passerà a prendere confidenza con la voce, imparando a determinarne le caratteristiche, per renderla più efficace. Infine incontreremo i testi, e ci addentreremo nei meccanismi della lettura, dell'espressione, e anche della recitazione.

Sarà possibile creare un'esibizione aperta al pubblico.

Alessandro Sanmartin

Workshop

Istituto B. Boscardin

Doctor Jekyll & Mr. Hyde


Condotto da
Giorgia Peruzzi

Laboratorio svolto presso l'istituto B. Boscardin di Vicenza.

Nel caso di un Istituto come il Boscardin non è pensabile proporre un percorso teatrale di tipo tradizionale. Ci troviamo di fronte ad una scuola con un carattere anomalo perchè coinvolge sotto un unico tetto studenti con interessi specifici e settoriali molto diversi tra loro. L'Istituto Boscardin ospita al suo interno studenti del ramo artistico e studenti di indirizzo scientifico. Preferiamo perciò proporre uno step sucessivo, gli studenti del ramo artistico sono avvantaggiati rispetto ai loro coetanei di altri istituti perchè i loro professori li hanno già educati alla percezione dell'opera d'arte, quelli dell'indirizzo scientifico invece conoscono i meccanismi fisico-chimici che identificano i rapporti tra le cose e tra l'uomo e le cose. Pensiamo perciò che gli studenti del Boscardin siano già per loro natura e percorso di studi predisposti al contemporaneo. Proponiamo perciò un lavoro sulla performance. Definire il concetto di performance è cosa ardua ma nel contesto che ci è proprio potremmo dire che identifica un tipo di spettacolo caratterizzato dalla mescolanza di diverse arti, dalla libertà di azione dell'attore che non necessariamente recita delle battute ma che è libero di esprimersi attraverso la pittura, la danza o la musica oltre che l'arte teatrale. Una performance è un modo di rappresentare il mondo e di mettere in comunicazione realtà ed immaginazione, un universo al limite tra il rito e il gioco. Questo tipo di spettacolo assieme alla nascità della regia, caratterizza il teatro dagli inizi del 1900 ed è ormai diffuso e riconosciuto come Teatro Contemporaneo.
Partedo da questo presupposto non intendiamo però abbandonare la parola, fondamentale espressione del teatro, abbiamo perciò scelto un testo di riferimento, una storia da raccontare, smontare e rimontare in modo onirico o ironico e che ci serva da punto saldo del nostro lavoro con i ragazzi. Ci sembra che il romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson, possa dimostrarsi di particolare interesse sia per il momento della vita che questi ragazzi stanno affrontando, sia che possa prestarsi ad essere agito secondo le regole del teatro performativo.
Il laboratorio teatrale a scuola è per i ragazzi un'importante esperienza formativa e socializzante, prima ancora che artistica. Una delle caratteristiche principali del nostro modo di intendere il lavoro teatrale con i ragazzi è l'approccio collettivizzante che fa sì che non ci siano protagonisti e comparse ma che tutti siano egualmente partecipi del lavoro. Questo nostro modus operandi è dovuto alla convinzione che in un contesto scolastico le ragioni del teatro non debbano mai sovrastare quelle dell'educazione. Non è difatti nostro interesse formare attori ma offrire ai partecipanti la possibilità di esprimersi e di sperimentare nuove forme di convivenza e apprendimento.

Giorgia Peruzzi

Workshop

Istituto A. Da Schio

Il giardino dei ciliegi


Condotto da
Giorgia Peruzzi (Livello4)
Max Taurino (Archibugio a Salve)

Laboratorio svolto presso l'istituto A. Da Schio di Vicenza.

Il coraggio e la forza con cui la scorsa primavera gli alberi di ciliegio di Tokio hanno riempito i nostri occhi di bellezza e i nostri cuori di speranza, malgrado il terribile disastro di Fukushima, ci ha spinto a rileggere Il Giardino dei Ciliegi di Cechov.
L'autore, spesso considerato come il primo autore ecologista d'Europa, uomo i cui sentimenti per gli alberi hanno eguagliato quelli per il teatro, ci ha stupito per la profonda preveggenza della sua opera, per l'aver saputo intuire ad inizio '900 l'attuarsi del meccanismo perverso di disboscamento industriale che ci avvolge tutt'ora.
Abbiamo quindi deciso di proporre ai ragazzi del laboratorio teatrale scolastico dell'Istituto A. Da Schio di Vicenza, di rileggere insieme questo testo nell'intento di soffermare la nostra attenzione non tanto sulla dinamica sociale di ascesa della classe contadina a discapito della nobiltà, comunque presente nel testo cechoviano ma ormai lontana dalla quotidianità dei nostri ragazzi, quanto piuttosto sull'aspetto ecologista, che riecheggia in questa atomosfera surreale dove tutti continuamente discutono del giardino da salvare perchè non venga diviso in lotti edificabili, ma nessuno alla fine agisce veramente. I personaggi della commedia/tragedia cechoviana godono della bellezza, sono sesbili al piacere della natura, ma non sono sufficientemenete responsabili e consapevoli da cambiare il proprio modo di vivere per salvare il giardino e tramandarlo alle nuove generazioni. Partendo dai piccoli gesti quotidiani, dallo spegnere la luce quando non serve, al fare la raccolta differenziata, al riciclare e riutilizzare le cose e il cibo, abbiamo disegnato una partitura fisica che segna un percorso verso la conquista di una qualità della vita diversa.

Giorgia Peruzzi

Workshop

C.D. Ponte dei Nori

Nel Paese delle Meraviglie


Condotto da
Giorgia Peruzzi
Alessandro Sanmartin

Laboratorio svolto presso la scuola elementare di Ponte dei Nori (Valdagno).

“Alice era talmente entrata nell’ordine di idee di aspettarsi che accadessero solo cose fuori dal normale,che le parve decisamente squallido e piatto che la vita procedesse nel solito modo.”

Seguendo un coniglio bianco Alice cade letteralmente in un onirico mondo sotterraneo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi. Nella sua caccia al coniglio le accadono le più improbabili avventure. Mescoliamo a nostro piacimento Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò!
Il laboratorio teatrale a scuola è per i ragazzi un'importante esperienza formativa e socializzante, prima ancora che artistica. Una delle caratteristiche principali del nostro modo di intendere il lavoro teatrale con i ragazzi è l'approccio collettivizzante che fa sì che non ci siano protagonisti e comparse ma che tutti siano egualmente partecipi del lavoro. Questo nostro modus operandi è dovuto alla convinzione che in un contesto scolastico le ragioni del teatro non debbano mai sovrastare quelle dell'educazione. Non è difatti nostro interesse formare attori ma offrire ai partecipanti la possibilità di esprimersi e di sperimentare nuove forme di convivenza e apprendimento.

Giorgia Peruzzi

Archivio Produzione

IL PEPERONCINAIO MAGICO

Laboratorio per bambini (2011)

Laboratorio svolto presso la scuola elementare di Valle di Castelgomberto.
L'idea parte dalla lettura collettiva con i bambini de Il peperoncinaio magico di Damiano Bellino, scrittore e illustratore vicentino con cui abbiamo organizzato un incontro rivolto alle classi quarte e quinte. Il libro rivisita la storia del Pifferaio Magico in chiave ironica proponendo un'invasione della città dei topi da parte degli umani, e della difficoltà di convivenza tra topi e uomini. La soluzione arriverà grazie al Peperoncinaio Magico che cospargendo di peperoncino tutta la città risolve con una risata collettiva ogni problema.

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POP

Workshop (2010)

Le canzoni pop, con la loro efficacia, la loro immediatezza e, talvolta, banalità saranno il nostro oggetto di studio. Ne uscirà una galleria di storie, un percorso fatto di corpi invece che di note, una straordinaria moltitudine di guerrieri del pop, guardiani di utopia e di disincanti.

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LE MAGICHE PIETRE D'EUROPA

Laboratorio per bambini (2010-2011)

Laboratorio teatrale per 70 bambini tutti recitanti di età compresa tra i 6 e i 10 anni delle scuole primarie. La storia prende l'avvio dalla saga fantasy per bambini "DELTORA" e viaggia attraverso la cultura e la mitologia degli stati europei. Alla base del lavoro vi è la convinzione che una maggiore conoscenza dell'altro porti a maggiore rispetto e comprensione, elementi fondanti di una piacevole convivenza tra bambini provenienti da diverse culture.

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Rassegna Stampa


2012

02/02

Il Peperoncinaio Magico

Laboratorio per le scuole elementari diretto da Giorgia Peruzzi.
Fare teatro a scuola per imparare, giocando, le regole dello stare insieme. Ma anche per scoprire se stessi, imparando ad esprimersi e rivelando le proprie abilità creative e comunicative. Con questo presupposto è stato organizzato alla scuola elementare della frazione di Valle di Castelgomberto un laboratorio teatrale, che ha coinvolto tutti i ragazzi.
Gli alunni di quarta e quinta hanno incontrato lo scrittore vicentino Damiano Bellino, autore della storia Il peperoncinaio magico, rivisitazione in chiave ironica del Pifferaio magico. La storia è stata interpretata dagli alunni e messa in scena per i genitori.
¬È stato un percorso didattico diverso dal solito – spiega la coordinatrice Ornella Sperotto – un'esperienza scolastica bella e formativa, molto coinvolgente, che ha dato visibilità alla nostra scuola di Valle. Durante il percorso ogni alunno ha avuto la piacevole occasione di fare vedere il meglio di é e di rafforzare i legami positivi con i compagni». Insomma, i ragazzi con il teatro vanno più volentieri a scuola.

2011

05/06

W

di Antonio Stefani

Grazie alla compagnia valdagnese Livello 4, la letteratura potenziale di Georges Perec si è fatta teatro.
Portare in teatro la narrativa di Georges Perec equivale a ingaggiare una sfida analoga a quelle che lo stesso Perec affrontava quando sfornava un testo di trecento pagine senza usare la vocale "e" per poi scriverne un altro usando solo la vocale "e". E se questo era un esercizio di lipogramma, egualmente gli piacevano gli anagrammi, i pangrammi, gli acrostici, i cruciverba, i palindromi (arrivò a comporne uno di cinquemila lettere).
Perec fu, nella seconda metà del Novecento, l'anima dell'Oulipo, quella "fabbrica di letteratura potenziale francese tanto ammirata da Calvino, da Eco, che faceva dell'artificio verbale, della costruzione su schemi linguistici rigidi, spesso matematici, lo spunto d'una nuova ricerca formale.
Maniaco delle catalogazioni, degli elenchi (vedi il celebre La vita, istruzioni per l'uso), nel 1975 l'imprevedibile parigino pubblicò una strana autobiografia intitolata W ou le souvenir d'enfance (W o il ricordo d'infanzia, nell'edizione italiana). Qui le ricapitolazioni personali si alternano implacabilmente alla descrizione di una sperduta e lontana isola - chiamata per l'appunto W - dove la popolazione è totalmente votata alle competizioni sportive. Un territorio che parrebbe animato dal più puro spirito decoubertiniano e che invece, mentre ne approfondiamo la conoscenza, sempre più ci sembra una marziale Sparta e non un'ecumenica Olimpia, una città-stadio dove non conta partecipare ma vincere, e poco ci vuole allora a riandare col pensiero al clima di certe glorificazioni atletiche della "razza superiore" tipiche del nazismo, o magari alle crudeli pratiche da campo di concentramento.
A questo punto, uno combina tale visione con il vissuto dell'ebreo Perec (il padre ucciso in guerra nel 1940 quando il piccolo ha quattro anni, la madre di lì a poco deportata ad Auschwitz) e qualche - sinistro - conto comincia a tornare.
Ebbene, proprio a W s'ispira l'omonimo lavoro della giovane compagnia Livello 4, collettivo valdagnese che anche gli appassionati vicentini hanno potuto recentemente apprezzare allo Spazio Bixio ne La cantatrice calva di Ionesco.
Presentato l'altra sera alla sala del Primavera, l'allestimento diretto da Giorgia Peruzzi affonda ancor più il pedale, rispetto all'altro, nella creazione di un perpetuo moto scenico che non lascia scampo né agli interpreti né agli spettatori, entrambi costretti a un esercizio incessante di attenzione, di muscoli e di nervi.
Gli attori, impegnati in un'ondeggiante trama di azioni, posture, parole, dislocazioni spaziali, hanno sul pubblico il vantaggio si sapere esattamente quel che accadrà un nanosecondo dopo, ma devono sobbarcarsi lo sforzo di una tensione psicofisica estrema, mentre chi sta dall'altra parte della ribalta gode sì del vantaggio di rimanersene in poltrona, però altrettanto non può concedersi pause, né tregua degli occhi, del collo e della mente.
Detta così, sembra dura. Invece, nemmeno per un attimo l'episodio rischia l'insostenibilità: anzi, sono lievi tocchi ironici, piccoli estri ludici, ad accompagnare l'itinerario nella landa che pure gli è propria, quella di una progressiva, ineluttabile inquietudine. E il risultato è che , attratto dalla curiosità, nemmeno chi assiste sembra volersi "fermare" (e magari si meriterebbe qualche didascalia esplicativa in più). Giovanna Bartolotta, Roberta Bianchetti, Giulia Cantarella, Matteo Consolaro, Oscar Zini, Riccardo Peruzzi e Alessandro Sanmartin giocano la sfida con l'intensità e la disciplina necessarie, un suggestivo corredo mimico, una recitazione adeguatamente attonita, e redditizio risulta anche l'apparato video creato da Diego Menti, aperto da una coerente citazione meneghelliana ("S'incomincia con un temporale").
Giusti, dunque, i convinti applausi giunti al termine, che a inizio serata avevano salutato anche Zucca, il saggio del laboratorio tenuto in questi mesi proprio al Primavera dall'associazione Archibugio a salve.

03/05

La Cantatrice Calva

di Antonio Stefani

Allo spazio Bixio colpisce e convince la compagnia valdagnese Livello 4 diretta da Alessandro Sanmartin.
A differenza di altri testi che, dopo aver fatto la rivoluzione, sono stati consacrati al rango di classici, tipo l'Aspettando Godot di Samuel Beckett, La cantatrice calva di Eugène Ionesco è una rivoluzione permanente. Sembra sempre scritta stamattina e, soprattutto, colpisce al cuore l'attività più diffusa (e adesso in ulteriore espansione) tra gli esseri umani, ovvero la comunicazione.
Molto prima del totalitarismo televisivo (il debutto parigino risale al 1950), mentre internet e tutte le altre diavolerie electro-global erano soltanto fantascienza, Ionesco aveva infatti già intuito una cosa, e cioè che più si parla meno si dice, o ci si capisce, essendo il linguaggio non un muscolo che l'uso rende più robusto, ma una convenzione destinata a venire usurata, sfilacciata, annichilita dal suo reiterato utilizzo, funzionale o ludico poco importa.
Non è un caso che l'ambientazione sia quella di un salotto inglese, luogo per eccellenza deputato alla conversazione tra familiari e amici, la forma più civile e fatua dell'occidente. Né che tante delle battute siano ritagliate dai tipici e petulanti manuali d'apprendimento di quella lingua - l'idioma già allora vincente ovunque - ma con effetti di straniamento che attraverso i (presunti) dialoghi delle tre coppie viaggiano allegramente verso il chiacchiericcio assurdo, il nulla cosmopolita.
Nell'allestimento presentato l'altra sera allo Spazio Bixio in chiusura di cartellone, la giovane compagnia valdagnese Livello 4 diretta da Alessandro Sanmartin compie un ulteriore passo eversivo, eliminando qualsiasi residuo visivo di realismo - il salotto di cui sopra - e affidandosi completamente al gioco verbale, al sempre più vorticoso inseguirsi di battute che pretendono di avere senso senza possederne alcuno, a quello slittamento tra significante e significato diretto a mandare in tilt qualsiasi codice espressivo, compreso quello delle buone maniere borghesi.
Inoltre, questa Cantatrice calva intende sottrarsi all'idea di fissità recitativa che generalmente ne abbiamo, di quadro bizzarro ma quieto dove solo la pendola tradisce uno stato di latente follia, per diventare invece una pantomima in costante movimento, uno stralunato musical, un cabaret inattuale, in cui passi di danza si alternano a canzoni di varie epoche e intanto s'infittiscono tic e gesti di eloquente schizofrenia.
Tutto ciò tracciato e ritmato in un clima di confidenziale parossismo che non perde per un attimo di vista il requisito essenziale del capolavoro di Ionesco, vale a dire la sua destabilizzante ironia, quell'istigazione alla risata non più di situazione, ma per provocazione di parole (e quindi di cultura) in libera uscita.
Assieme allo stesso Alessandro Sanmartin, in scena sono Giovanna Bartolotta, Sara Fin, Giorgia Peruzzi, Riccardo Peruzzi, e Oscar Zini gli artefici d'un episodio di elegante quanto impertinente qualità e di immediata, coinvolgente simpatia. Ampiamente meritati, perciò, gli applausi fragorosi della sala, affollata come al solito.

2010

10/06

Pop

A scuola di teatro attraverso la musica.
La Cittadella sociale, in viale Regina Margherita, si tufferà in un'estate da palcoscenico ed a dirigere lo spettacolo, da dietro le quinte, sarà la compagnia "Livello 4".
Il progetto "Pop, un workshop estivo per tutti", prevede quattro appuntamenti, tutti domenicali: il 13 ed il 20 giugno e poi il 4, l'11 e il 18 luglio, dalle 15 alle 18.
Il neonato gruppo, composto da una quindicina di artisti valdagnesi, darà il via ad un percorso, in collaborazione con l'Amministrazione comunale valdagnese, per insegnare a trasformare la musica, in particolare il pop, in un testo teatrale.
Per riuscire ad interpretare le sensazioni che le note trasmettono ed a lavorare con le parole delle canzoni, il laboratorio si articolerà in sue parti.
La prima sarà utile per imparare ad usare il corpo e la voce, attraverso le tecniche di dizione, respirazione, movimento e recitazione.
La seconda, invece, sarà mirata a portare in scena una performance finale, che vedrà la luce domenica 25 luglio, e che dovrà trasmettere al pubblico i frutti del lavoro svolto.
Ad insegnare le tecniche e le abilità del mestiere si cimenteranno i due artisti teatrali Giorgia Peruzzi e Alessandro Sanmartin.

09/06

Fuori di scena - POP

Cinque appuntamenti da luglio. Sul palco saliranno 4 compagnie.
Infatti il 2 luglio, vale a dire tra meno di un mese, sarà al via "Fuori di Scena", manifestazione con i parchi cittadini a fare da palcoscenico a 5 serate evento.
Per la città si tratta di una prima assoluta che conferma una rinnovata vocazione artistica. Allo stesso tempo è un modo per valorizzare le aree verdi in primis il parco della Favorita che sempre più sta diventando il fulcro degli eventi valdagnesi. Nei giorni scorsi ha ospitato la Festa dello Sport e sarà la sede per la seconda volta della Festa della Musica.
Un po' insomma come accade nella maggior parte delle capitali europee, con i parchi che abitualmente ospitano manifestazioni. Anche le compagnie teatrali impegnate nelle serate saranno valdagnesi: da "I Teatranti" a "I Mattatori" passando per "Livello 4".
Nel solco della tradizione invece l'appuntamento in Villa Serena con "La Piccionaia - I Carrara". Una serata speciale sarà quella del 25 luglio con la performance finale di "Pop", il workshop estivo che si svolgerà da domenica al 20 giugno ed il 4, l'11 ed il 18 luglio in Cittadella sociale di viale Regina Margherita.
Un corso che si articola in due parti. La prima propedeutica all'uso del corpo e della voce mentre la seconda indirizzata alla creazione di una performance finale che appunto andrà in scena in Favorita.

21/02

La Cantatrice Calva

CASTELGOMBERTO
Società moderna sotto accusa. A puntare l'indice sarà Eugéne Ionesco con una delle sue più piccanti piece, "la cantatrice calva". Lo spettacolo si svolgerà oggi al Teatro LUX, alle 21 (ingresso gratuito). Il testo di Ionesco è proposto dalla compagnia "Livello 4", in collaborazione con Associazione Agorà di Castelgomberto. La regia è di Alessandro Sanmartin. Interpreti saranno Giovanna Bartolotta, Sara Fin, Giorgia Peruzzi, Riccardo Peruzzi, Alessandro Sanmartin, Oscar Zini. Le scenografie e la grafica sono di Diego Menti.
Un salotto elegante, due coppie borghesi, una cameriera e un pompiere. Non c'è una storia, i personaggi non parlano né comunicano tra di loro, non hanno un passato e non sanno chi sono. I dialoghi sono gusci vuoti che costituiscono solo una struttura a cui rimanere aggrappati, un'ancora di salvezza.
Lo spettacolo è quindi una denuncia della società moderna, delle maschere indossate ogni giorno, della realtà fasulla che ci viene mostrata dai mass-media. I personaggi sono esistenze leggere e senza spessore che, come manichini, si ripropongono sempre uguali a loro stessi nel vano tentativo di aggrapparsi ad una forma.
La "Cantatrice calva", definita dal suo stesso autore un'anti-commedia, muove un attacco duro alla quotidianità, fatta di grandi strutture, ma vuote e prive di significato.
Il progetto nasce dalla volontà e dalle qualità di "Livello 4", un'associazione culturale che, con la sua attività, cerca di diffondere un nuovo modo di pensare al teatro e alle arti in genere.
L'obbiettivo è contaminare il territorio veneto, talvolta cieco o distratto da anacronistiche visioni dell'arte, proponendo un'alternativa giovane, attuale e fruibile a tutti. Una zona franca dove favorire l'incontro e la crescita culturale.

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