regia di Alessandro Sanmartin

con Marco Pasquale, Maria Perardi, Anna Peretto, Vittoria Rossino, Alessandro Sanmartin, Leonardo Zaupa

suoni e luci Angela Marangon

 

La vita è una cosa assurda. Minuscoli ma arroganti ci imbuchiamo alla festa dell'Universo.
Sottostiamo alla schiavitù del Tempo, continuamente sperando in una vita migliore.
Passiamo le giornate a ripetere le stesse vuote azioni e le stesse vane parole,
chiedendoci ad ogni silenzio se esista per noi un Destino.
Tutto perché non sappiamo muoverci senza un senso.
Ed è questa ricerca – il senso – a dannarci e salvarci, contemporaneamente.
E se, come Sisifo, sapessimo gioire della coscienza di questo assurdo?
Non c'è altro Destino che questa vita. Non esiste il Tempo.
L'Universo non si può comprendere. Ecco la frattura.
Essere condannati ad un eterno ripetere, ad uno sforzo indicibile.
Trasportare il proprio macigno fino alla cima del monte, vederlo ricadere a valle,
e ricominciare da capo.
È tutto qui? Amare, sudare e consumarsi. Qual è lo scopo?
Forse nella concretezza del fare, nella presenza del corpo, nel lasciar scorrere.
Forse è la condanna di essere al mondo a dare il senso stesso all'essere al mondo.

 

La recensione di Francesco Guazzo: http://www.klpteatro.it/livello-4-loop-recensione

 

 

Foto di Angela Marangon, Umberto Zarantonello and Ilaria Massariol.